Il Vaticano riunisce duecento astrobiologi per la ricerca dei “fratelli extraterrestri”

Dal 16 al 21 del mese di marzo del 2014, duecento esperti mondiali in ricerca di vita extraterrestre si sono riuniti a Tucson, Arizona, in un convegno organizzato dalla Specola Vaticana (l’osservatorio astronomico della Santa Sede), per rispondere alla grande domanda del 21° secolo ancora senza risposta: siamo soli nell’universo? Ma perché il Vaticano è così interessato alla ricerca di vita extraterrestre? Sanno già qualcosa sulla vita aliena che noi non sappiamo ancora?

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Perchè la più grande istituzione religiosa del pianeta sta spendendo così tanto tempo ed energie per trovare i nostri fratelli extraterrestri?

È questa la domanda che sorge dopo essere venuti a conoscenza di un grande convegno organizzato dall’Osservatorio Astronomico del Vaticano (Specola Vaticana) dal titolo “The Search for Life Beyond Solar System” (EBI2014).

L’obiettivo della conferenza è stato quello di riunire la comunità scientifica interdisciplinare per fare il punto sulla ricerca di vita extraterrestre nel cosmo.

Sul sito ufficiale della conferenza si legge che la riunione è motivata dalla sempre crescente osservazione di pianeti simili alla Terra, dalla crescente gamma di condizioni estreme note in cui la vita sulla Terra può esistere e dal progresso verso una tecnologia che alla fine consentirà al ricerca della vita su pianeti extrasolari.

Uno degli organizzatori del convegno ha dichiarato che uno degli obiettivi della conferenza è quello di capire come possiamo trovare la vita tra le stelle entro i prossimi due decenni.

Certamente, non sarebbe insolito per un gruppo di astronomi e astrobiologi riunirsi e discutere di questi argomenti. Ciò che lascia positivamente sorpresi è che sia il Vaticano ad essere interessato al tema. Il coinvolgimento in prima linea del vaticano è talmente insolito che addirittura la Nasa dà notizia della conferenza sul suo sito web.

Ma perché il Vaticano è interessato a questa roba? Come si vedrà in seguito, ci sono alcuni astronomi di alto profilo della gerarchia vaticana che sembrano abbastanza fiduciosi che là fuori ci sia “qualcosa”. Negli ultimi anni, infatti, il Vaticano ha assunto una posizione di leadership nella ricerca sulla vita extraterrestre.

L’attuale rettore della Specola Vaticana, Josè Gabriel Funes, prete gesuita e astronomo, è assolutamente convinto che non ci sia nessun conflitto tra la sua fede cristiana e la vita extraterrestre. “Secondo me, esiste questa possibilità”, spiega Funes, il quale si dice ottimista sulla possibilità di trovare i nostri fratelli extraterrestri. “Certamente, in un universo così grande non si può escludere questa ipotesi”.

“Così come esiste una molteplicità di creature sulla terra, possono esserci altri esseri, anche intelligenti, creati da Dio”, continua Funes. “Questo non è in contrasto con la nostra fede, poiché non possiamo mettere limiti alla libertà creatrice da Dio”.

Poi, Funes espone una teoria affascinante: “La razza umana potrebbe essere in realtà la pecorella smarrita dell’Universo. Potrebbero esistere altri esseri che sono rimasti in piena amicizia con il loro creatore”, e forse seguendo un percorso evolutivo assolutamente in armonia con il cosmo.

Funes, sostanzialmente, prospetta che eventuali esseri extraterrestri potrebbero non aver sperimentato la realtà tramandata dalla dottrina cattolica come “peccato originale”, la quale ha posto l’umanità fuori dall’amicizia con Dio e, di conseguenza, fuori dall’armonia del cosmo.

Quanto affermato da Funes risuona nelle parole del ricercatore Thomas Horn scritte nel suo recente libro Exo-Vaticana, riportate su raidersnewsupdate.com:

«Questo è un argomento su cui continuano a riflettere: la realtà ci dice che siamo esseri caduti, giusto? Ma non possiamo necessariamente affermare la stessa cosa per i nostri fratelli dello spazio. Anzi, se loro non sono caduti, certamente sono più vicini a Dio di noi, e quindi hanno una comprensione migliore della natura divina.

Qualche anno fa, alcuni volevano battezzare gli alieni. Beh, questo non è quello che dicono oggi: se arrivassero gli alieni, sarebbero loro a dover battezzare noi e ci chiederebbero di apportare modifiche alla nostra idea di Dio. In effetti, alcuni teologi hanno affermato che tutto ciò che pensiamo di sapere su Dio sta per essere stravolto».

Di opinione differente il ricercatore non credente Richard Dawkins, il quale è disposto ad accettare l’idea che gli alieni stessi potrebbero aver seminato la vita su questo pianeta. Già, ma cosa accadrebbe se su giorno si dovesse provare che siano stato gli alieni ad impiantare la vita sulla Terra, a guidare la nostra evoluzione e a guidarci prossimamente verso una nuova età dell’oro?

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