Gli UFO e la Chiesa – Cosa pensano le Religioni?

Gli UFO e la Chiesa – Cosa pensano le Religioni?

“Del Signore è la Terra,

l’universo e i suoi abitanti”

(Sal. 23)

 

INTRODUZIONE

Non poteva certo mancare, per un amante del filone fantascientifico, una capatina anche sul misterioso ed enigmatico mondo degli UFO, degli alieni e dei misteri della vita intelligente nell’universo! Ho quindi scelto di trattare il tema da un punto di vista strettamente religioso e teologico, mostrando come molti uomini di Chiesa si siano interrogati su questa complessa ed annosa tematica. San Pio da Pietralcina, ad esempio, interrogato sull’argomento, rispondeva: “L’onnipotenza di Dio non si limita al solo pianeta Terra. In altri pianeti esistono delle creature e altri esseri che non hanno peccato come noi e che pregano Dio”. Certo che sarebbe ben strano che in tutto l’universo, così smisuratamente grande, il Creatore si fosse limitato ad un granellino di sabbia, così è la terra rispetto all’universo, per crearvi la vita! Dio è per definizione AMORE e l’amore ha come conseguenza la VITA. Dunque il Creatore non può che aver sparso (come faceva un tempo il contadino quando seminava la semente sul terreno) la vita per tutto l’universo, imprimendo in essa il suo sigillo: bellezza, utilità e ragionevolezza. Tutte le cose da Lui create sono belle, utili e con una loro ragione di esistere! Tale sigillo si nota ancora di più nelle creature intelligenti con un’anima spirituale…

Noi infatti abbiamo esperienza solo dell’essere umano il quale, in condizioni normali, tende naturalmente al bene, al bello ed al vero. Fin dalle primissime civiltà umane si è di fatto sviluppato, nelle più svariate forme, quello che rappresenta il vero sigillo di Dio nelle creature intelligenti, cioè la religiosità intesa come bisogno di dare un senso all’esistenza e, nello stesso tempo, come nostalgia della propria origine. Sant’Agostino diceva che il cuore umano è inquieto finché non riposa in Lui… Se dunque esistono altri mondi, altre creature intelligenti, non possono non avere a loro volta sviluppato forme più o meno elaborate di religiosità e di spiritualità, anche perché non è detto che il Peccato di Origine valga anche per loro. Ci possono essere infatti razze aliene senza Peccato di Origine, in cui la spiritualità si è potuta sviluppare a grandi altezze, mancando la tara del Grande Peccato! Questo non toglie che vi possono essere civiltà più o meno sviluppate, più o meno violente, più o meno sante, ma tutte sono in cammino verso il punto OMEGA, cioè Cristo che è il modello universale della creatura voluta dal Creatore. Se per ipotesi una civiltà non dovesse scegliere, in modo voluto e cosciente, questo punto OMEGA, essa sarà destinata prima o poi alla distruzione come lo furono Sodoma e Gomorra!

Quale impatto potrebbe avere, per l’umanità, un eventuale incontro con una specie aliena? Difficile dirlo, troppe variabili… Tuttavia, quando portoghesi, spagnoli e anglosassoni conquistarono il continente americano, le civiltà autoctone sparirono nel giro di poco tempo! Potrebbe essere così anche per l’umanità a contatto con una civiltà aliena più evoluta? Se tale incontro un giorno ci sarà è dunque sperabile che ci si trovi di fronte ad una specie evoluta non solo da un punto di vista tecnologico, ma soprattutto morale e spirituale. Tuttavia, da un punto di vista statistico, è però più probabile che l’ipotetica civiltà che l’umanità incontrerà lungo il suo cammino, se mai questo accadrà, sarà del tipo “buono”, per almeno tre ragioni: a) perchè il bene nell’universo è molto maggiore che il male (come accade del resto anche sulla terra); b) perché se esistesse una civiltà aliena “cattiva” in grado di fare come fecero gli europei con gli indios americani, ci avrebbero già provato da tempo; c) Volete che Gesù, che ha sparso il suo sangue su questa Terra, permetta una cosa del genere? Non credo! In fondo noi siamo diventati il suo popolo, poiché egli ha portato con sé, risorgendo e ritornando al Padre con il suo stesso corpo glorificato, l’umanità stessa.

Nell’appendice oltre a segnalare gli ultimi avvistamenti di “oggetti non identificati”, che sembrano in aumento in tutto il mondo, segnaliamo anche una strana e conturbante intervista ad un gesuita che dice di lavorare per il Vaticano, affermando cose che confinano quasi con la fantascienza. Lasciamo al lettore il giudizio…

Poi c’è il mistero del decimo pianeta del sistema solare, scoperto recentemente. È lo stesso pianeta conosciuto dai Sumeri col nome di “Nibiru” e sede dei Anunnaki (“Coloro che dal Cielo caddero sulla Terra”)? Secondo infatti una loro leggenda essi erano una stirpe aliena di giganti super-evoluti, simili ai Nefilim biblici. Comunque sia, questo nuovo pianeta, ribattezzato con il nome di Sedna, potrebbe avere una traiettoria tale che ogni 3600 anni lo condurrebbe molto vicino alla Terra, confermando le antichissime leggende sumeriche.

Per ultimo segnaliamo un breve viaggio virtuale nella base americana più sorvegliata, inaccessibile e misteriosa di tutta la storia umana, la così detta “area 51”! Molti testimoni affermano che di notte strani oggetti volanti luminescenti sorvolino la base, con traiettorie impossibili ai normali aerei a cui siamo abituati, come se provenissero da essa stessa. Quali ricerche stanno compiendo in quella base e con l’aiuto di chi, forse di esseri di altri mondi? Non lo sapremo probabilmente mai! L’impressione che se ne ricava da tutto questo materiale è che forse neanche gli stessi presidenti americani sanno veramente tutto, ne cosa succeda veramente in quella base…

Ma intanto vediamo cosa ne pensano degli alieni alcuni uomini di Chiesa del tutto “normali”….

ALIENI E UFO: INTERVISTA A PADRE BALDUCCI

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UFO, alieni e altre forme di vita nell’universo, tra realtà e finzione, tra truffatori e ciarlatani, ma qual è la posizione del Vaticano su questi “misteri” e soprattutto la fede cattolica accetta che il nostro non sia il solo mondo per cui il Messia sia stato inviato per redimere gli uomini? A questi interrogativi risponde monsignor Corrado Balducci, demonologo e scienziato esperto in ufologia a cui la Santa Sede ha chiesto di studiare questo fenomeno “con gli occhi della fede”.

Molte erano state fino ad ora le “ammissioni” del demonologo della Santa Sede, che nelle sue dichiarazioni aveva mostrato apertamente di credere alla possibilità dell’esistenza di intelligenze extraterrestri. In questa intervista monsignor Balducci “alza il tiro”.

Monsignor Balducci, gli Ufo e gli alieni esistono davvero o sono solo invenzioni di imbroglioni?

Non credere agli Ufo e alla presenza di altri esseri viventi è peccato. La loro esistenza non solo è provata da circa un milione di testimonianze, tra cui anche quelle di molti scienziati atei, ma è anche confermata da alcuni brani della Sacra Scrittura che in alcuni punti chiariscono la presenza di extraterrestri.

Per esempio?

Il Salmo 23 che recita: “Del Signore è la Terra, l’universo e i suoi abitanti”. Ora, perché il salmista ha voluto, dopo aver citato la Terra, ricordare anche l’universo con i suoi abitanti? Questo vuol dire che la presenza di altri esseri viventi è certa. Anche la teologia è d’accordo con questa tesi.

In che senso?

Non possiamo certo affermare che gli angeli, i demoni o la stessa Madonna si servano di astronauti per muoversi ma è vero che l’infinito numero delle stelle, dei sistemi solari e delle galassie sono state create per la gloria di Dio e non avrebbe senso che tutto questo sia solo per noi, che abitiamo uno dei più piccoli pianeti dell’universo. Per questo io non solo sono convinto che ci siano altri mondi abitati da esseri anche superiori a noi, ma anche che ciò sia possibile, verosimile e soprattutto desiderabile.

Potrebbe essere più chiaro?

La presenza di alieni nell’universo, magari superiori a noi non solo perché più intelligenti ma anche perché meno peccatori, giustificherebbe lo sbalzo che c’è tra noi uomini e gli angeli. Lucrezio scriveva che “natura non facit saltum” (la natura non fa salti) e quindi, nell’ordine provvidenziale della creazione, Dio ha pensato bene di creare anche altri esseri.

Le risulta che ci siano stati santi che abbiano affermato l’esistenza degli Ufo?

San Pio da Pietralcina, per esempio, che a chi gli chiedeva se gli extraterestri esistessero veramente, ha risposto: “L’onnipotenza di Dio non si limita al solo pianeta Terra. In altri pianeti esistono delle creature e altri esseri che non hanno peccato come noi e che pregano Dio”. Ma la lista è lunga. Addirittura un noto teologo come Niccolò Cusano affermava che “non c’è stella dalla quale siamo autorizzati ad escludere l’esistenza di altri esseri, anche diversi da noi”.

IL GESUITA ASTRONOMO CREDE AGLI EXTRATERRESTRI

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Padre Consolmagno, gesuita e astronomo della «Specola vaticana»

Padre Consolmagno, gesuita e astronomo della «Specola vaticana» confessa in un libro di credere agli extraterrestri e spiega che non è una scelta incompatibile con la fede: «L’amore di Cristo abbraccia il nostro pianeta e tutti gli altri esseri».

UN LIBRO PROVOCATORIO SECONDO LO STUDIOSO CHE LAVORA ALLA SPECOLA VATICANA «I CATTOLICI NON DEVONO AVER PAURA A INTERROGARSI SU QUESTI MISTERI». Il gesuita-astronomo confessa «Credo nell’esistenza degli Ufo»

Una gran barba e un paio di occhiali, da cui esplode un sorriso pronto a trasformarsi in uno scoppio di risa: Guy Consolmagno, gesuita, astronomo, cinquantatreenne di Detroit divide il suo tempo fra la «Specola» di Castelgandolfo, antica sede degli astronomi vaticani (fino a che il cielo della capitale è diventato troppo luminoso per l’osservazione delle stelle) e Monte Graham, in Arizona, dove il Vaticano ha il suo Osservatorio astronomico dal 1981, e dove studia gli asteroidi e le comete della Cintura di Kuiper. Un super specialista, autore di testi di divulgazione; e l’ultimo, un pocket pubblicato da un gruppo cattolico in Gran Bretagna, non esclude la possibilità che vi sia altra vita intelligente nell’universo, oltre alla nostra. Un’evenienza che è sempre stata vista con molta ostilità dai cristiani fautori dell’antropocentrismo. «Vita intelligente nell’universo? Fede cattolica e la ricerca di vita intelligente extraterrestre», è il titolo del libretto, scritto per rassicurare i cattolici, convincerli «a non aver paura di queste domande.

Quello che impariamo non rende nullo quello che già sappiamo». Padre Consolmagno è convinto che se un giorno uno scenario da fantascienza si avverasse, scopriremmo che non solo «tutto quello in cui crediamo non è sbagliato, ma anzi vedremmo che è più vero, in modi e forme che non saremmo mai stato in grado di immaginare».

E certo il suo «status» di grande esperto del settore rende più affidabili le sue rassicurazioni. Spesso gli astronomi sono persone speciali, e spesso anche i gesuiti lo sono; Consolmagno, che per diciotto anni si è occupato di astri, prima di decidere di entrare nella Compagnia di Gesù, sembra confermare entrambi gli assunti. Per il suo contributo allo studio dei corpi celesti è stato onorato con il «battesimo» di un asteroide con il suo nome; ed è il curatore della raccolta vaticana di meteoriti, una delle più grandi del mondo. E non ha paura di affrontare il tema degli «alieni». Che cosa sarebbe della storia della creazione, e dell’amore di Dio per la Terra e gli uomini, tanto da mandare il suo unico Figlio a morire per salvarli, se esistessero? Sono questioni ipotetiche; ma l’astronomo risponde con il Vangelo di Giovanni che «in principio era il Verbo. Il Verbo è, naturalmente, Gesù; il Verbo è la seconda persona della Trinità, il Verbo è la salvezza, il Verbo è l’incarnazione di Dio nell’universo, che secondo il Vangelo, è là prima che l’universo sia creato. L’unico punto nello spazio-tempo che sia lo stesso in ogni linea temporale. E’ così che la salvezza avviene, ed è resa manifesta nella persona di Gesù Cristo qui». Prima che l’universo sia creato, Cristo è; e quindi abbraccia non solo la terra e noi, ma anche ipotetici altri esseri.

«Tommaso d’Aquino parla di molteplici mondi». L’incarnazione, secondo il Vangelo è avvenuta qui; ma potrebbe valere anche altrove. «La Bibbia è scienza divina, un lavoro su Dio – dice padre Consolmagno -. Non vuole essere scienza fisica» e spiegare come l’universo è stato costruito. Ma un universo senza limiti «potrebbe includere altri pianeti con altri esseri creati dallo stesso Dio di amore. L’idea che ci siano altre razze e altre intelligenze non è contraria al pensiero tradizionale cristiano. Non c’è nulla nella Sacra Scrittura che possa confermare o contraddire la possibilità di vita intelligente altrove nell’universo». E aggiunge che comunque la nostra conoscenza è sempre incompleta; e che è folle «sottostimare la capacità di Dio di creare con una profondità di modi che noi non capiremo mai completamente». E quindi sarebbe altrettanto pericoloso pensare che «capiamo Dio completamente», limitando la sua azione al pianeta Terra, e agli esseri umani. Osservare gli asteroidi, i meteoriti e i corpi celesti «è una delle cose che mi portano vicino a Dio», spiega. Dopo quindici anni di astronomia, si chiese se fosse giusto continuare, quando c’era gente che moriva di fame. Partì per il Kenya con i «Peace Corps», come insegnante, e scoprì che la gente laggiù era interessata all’astronomia. «E capii perché era così importante: è una di quelle cose che ci rende qualcosa di diverso da delle mucche ben nutrite». E capì anche che quel desiderio di conoscenza è un bisogno altrettanto fondamentale quanto il cibo o la casa: «Dire ai poveri: “no, devi occuparti di trovare il cibo, non puoi fare astronomia” è come dire loro che sono un po’ meno degli esseri umani. E’ sbagliato, ed è una tragedia».

ALTRE TESTIMONIANZE PROVENIENTI DA UOMINI DI CHIESA

 

Gli Extraterrestri di Padre Coda

Nell’ottobre del 1995 il teologo don Piero Coda, su richiesta del SIR (l’agenzia promossa dalla Conferenza Episcopale), rispondeva ad una serie di quesiti relativi alla possibile esistenza di alieni. “Anche gli extraterrestri, se esistono, sono creature di Dio e, per la solidarietà che coinvolge tutta la creazione, rientrerebbero anche loro nel riscatto dal peccato originale. Sul piano teologico, quindi, nessuna differenza con gli umani, né uno shock di fronte ad una eventuale conferma dell’esistenza di esseri intelligenti extraterrestri, casomai sorpresa e impreparazione di fronte ad una notizia che comporterebbe una novità nel nostro modo normale di concepire il mondo e il rapporto con la creazione”, dichiarava il teologo. “Una notizia di questo genere non comporterebbe una difficoltà sostanziale per la fede cristiana perché il centro della fede è che Gesù è il Figlio di Dio, fatto uomo, per mezzo di cui ed in vista di cui tutto è stato creato. Quindi, ogni realtà creata, ogni realtà intelligente e libera che si trovi nell’universo ha sempre un riferimento fondamentale e radicale con la creazione da parte di Dio e anche con l’evento di salvezza che si realizza in Cristo. Nessun pericolo, quindi, anzi l’esistenza di extraterrestri potrebbe essere un arricchimento, così come in passato è avvenuto quando la cultura europea è entrata in contatto con mondi che prima erano assolutamente sconosciuti”. Sulla questione del peccato originale il sacerdote aveva le idee assai chiare: “Il fatto che ci siano altrove nell’universo esseri intelligenti e liberi, per la solidarietà che c’è in tutta la creazione comporta che vi sia una necessità di salvezza per tutti”. Curiosamente proprio il SIR, nella stessa data, aveva pubblicato la ricerca GRIS, riportando frasi di Pino Lucà Trombetta, il docente universitario bolognese che assieme a Giuseppe Ferrari del GRIS, aveva condotto l’indagine. “É indubbio che queste credenze, che non hanno alcun fondamento nelle scienze fisiche e naturali, arrivano a mischiare in qualche modo il mondo immanente con quello trascendente e a generare una caduta di capacità critica”, commentava lo studioso.

Gli E.T. per Monsignor Schianchi

Sempre più spesso, dalle gerarchie vaticane, si levano voci a favore dell’esistenza di vita aliena; la più sorprendente fra queste è arrivata a dichiarare che gli E.T. esistono e che… sono senza peccato! La straordinaria affermazione è di monsignor James Schianchi, docente di Morale all’Istituto di Scienze Religiose di Parma, che in diverse dichiarazioni pubbliche, non ultima una conferenza tenutasi a Parma il 23 aprile 1999 ed organizzata dal Centro Studi Galileo, ha dichiarato che “non c’è contrasto tra la dottrina cristiana e l’eventuale esistenza di intelligenze extraterrestri. Non possiamo certo precludere alla grandezza di Dio la possibilità di avere creato altri mondi ed esseri. Un atteggiamento di chiusura nei confronti di quest’ipotesi sarebbe per lo meno provinciale. Se pensiamo alle Scritture, ma anche all’archeologia babilonese, abbiamo numerosi segni della possibile esistenza di intelligenze intermedie tra Dio e gli uomini. Nella Lettera ai Filippesi S.Paolo parla di Gesù come signore di tutte le potenze del cielo e della terra. Signore, non redentore. É quindi ipotizzabile che creature di Dio diverse dall’uomo non si siano macchiate del peccato di Adamo ed Eva”.

Gli Alieni secondo Padre Funes

A parlare era padre José Luis Funes, che aveva stupito le folle con una scottante affermazione: “Gli extraterrestri esistono e sono nostri fratelli”, raccontava al giornalista scientifico Franco Foresta Martin (per il Corriere della sera del 13 giugno 2000, http://www.cun-italia.net/news/ newvatican.htm). Padre Funes, un gesuita argentino all’epoca di 36 anni, è un personaggio di grande rilievo: non ha soltanto due lauree (una in astrofisica ed una in teologia), è noto per avere osservato e fotografato (assieme a Michele Cappellari) le galassie S0-Sa nel maggio del ’99, e soprattutto è stretto collaboratore di padre Coyne, il gesuita che segue il progetto SETI per conto del Vaticano. Funes fa parte del VATT (Vatican Advanced Technology Telescope), la sezione del Gruppo di Ricerca dell’Osservatorio Vaticano, di stanza a Tucson, Arizona, nell’ambito del progetto “Stargate”. Del progetto fanno parte i gesuiti Richard Goyle, scienziato, e Chris Corbally, vicedirettore del Gruppo. Funes ha pubblicato uno studio basilare su Dischi galattici e galassie a disco (tema del convegno organizzato a Roma dalla Specola Vaticana nella Pontificia Università Gregoriana dal 12 al 16 giugno assieme a padre George V. Coyne, Enrico Corsini e Francesco Bertola dell’Università di Padova, maestro di padre Funes). “In una tipica galassia, un ammasso di cento miliardi di stelle, ci potrebbero essere moltitudini di pianeti gemelli della Terra, con esseri viventi come noi”, ha dichiarato il giovane gesuita al Corriere della sera, esprimendo sì opinioni personali, ma pesanti come macigni. “Se, come io credo, essi esistono, possono essere considerati fratelli della creazione. Io penso che negli altri pianeti del sistema solare esistono solo forme molto primitive, come batteri o virus. Le civiltà evolute sono lontane, per ora invisibili e irraggiungibili, come gli angeli, anche essi fratelli della creazione”.

Il Club della Galassia di Padre Nitti

Nell’autunno del 2001 la rivista (solitamente scettica sugli UFO) Focus pubblicava in uno special un’intervista a padre Tanzanella-Nitti. Riferiva l’articolo: “Quali conseguenze filosofiche potrebbe avere la scoperta di altre forme di vita intelligente sulla religione più diffusa del pianeta, il cristianesimo? ‘La fede dell’uomo nell’essere una creatura di Dio, nell’essere stato redento da Cristo e nell’essere destinato a una vita di eterna comunione con Dio, non verrebbe contraddetta da un contatto con civiltà extraterrestri’, assicura don Giuseppe Tanzanella-Nitti, docente di Teologia alla Pontificia università della Santa Croce. ‘D’altronde, la tradizione ebraica e cristiana sull’esistenza degli angeli ci mostra che il senso della creazione non si gioca tutto sul rapporto fra l’uomo e Dio, ma resta aperto su altre creature, le quali hanno una storia di salvezza distinta da quella del genere umano’. Ma la rivelazione del Signore sul monte Sinai vale anche per gli abitanti di altri pianeti? ‘Non conosciamo a priori i piani di Dio’, risponde Tanzanella-Nitti: Nel Club della Galassia potrebbe forse toccare ai terrestri il compito di parlare di un creatore”.

Gli UFO di Padre Grasso

[…..] Una cosa però è certa: che un’anima religiosa accetterebbe volentieri un universo popolato da centinaia o migliaia di umanità, ognuna delle quali glorificherebbe Dio e Gesù Cristo alla sua propria maniera. Se un giorno c’incontreremo con gli extraterrestri saremo felici di unirci a loro in cieli nuovi e terre nuove”.

fonte

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