Fukushima: Testata con successo la soluzione Keshe

CON TECNOLOGIA KESHE LA BONIFICA DI FUKUSHIMA È POSSIBILE.

Straordinario successo su tutti i fronti per i tests che si sono svolti in Giappone a cura della Fondazione Keshe in collaborazione con organizzazioni governative.

kesheforfukushima

Lavorando su campioni di acqua e di terreno, provenienti dalle zone più critiche della centrale nucleare di Fukushima andata distrutta durante lo tzunami del 2011, la radioattività dell’acqua, delle parti metalliche coinvolte, delle scorie di varia natura presenti in sospensione, Yukako Saito, knowledge seeker attualmente in stage presso la sede italiana della Fondazione Keshe ed inviata in missione ha potuto ridurla in un brevissimo intervallo di tempo a ZERO.

Data l’assoluta eccezionalità del responso del test, che si è svolto in livestream pubblico, per la massima trasparenza nei confronti della popolazione giapponese, esso è stato ripetuto con esito identico e poi ripetuto ancora da altri due laboratori indipendenti. Anche in questi casi il responso è stato sovrapponibile.

La Fondazione rilascerà ora un annuncio ufficiale non appena i papers scientifici con i tabellari e grafici saranno pronti per la pubblicazione. In queste ore si lavora per preparare i documenti in modo mai prima d’ora adottato in quanto a facilità di lettura e immediato controllo su video reso possibile all’immenso pubblico.

Una nuova era è prossima a schiudersi per le bonifiche da materiali altamente tossici e radioattivi, non solo per quella location critica che rappresenta una priorità assoluta tra le emergenze, ma per il resto del mondo, ivi compresi tutti quei siti lungo la nostra penisola dove risultano stoccati materiali che perla salute umana sono estremamente pericolosi.

E l’Italia, paese nel quale l’ing. Mehran Keshe si è stabilito da circa un anno, potrebbe avere un ruolo diplomatico di estrema importanza in questo processo.

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