Fotografati flussi scendere dai pendii di Marte: Confermata la presenza d’acqua?

Cerca l’acqua e forse troverai la vita: almeno è quello che sperano da anni i ricercatori della NASA e delle altre agenzie spaziali che stanno studiando Marte, il terzo pianeta roccioso per dimensioni del sistema solare. Le sonde inviate fino a ora in orbita intorno a Marte e i robot automatici (rover) che si sono mossi sul suolo marziano hanno raccolto diversi indizi sull’esistenza in tempi remoti di acqua allo stato liquido sul pianeta, mentre è stato finora difficile confermarne la presenza ai giorni nostri. Grazie a una recente serie di rilevazioni, la NASA ha da poco comunicato di avere “le più robuste indicazioni” mai ottenute sulla possibile presenza di acqua sull’attuale superficie di Marte.

La scoperta è stata resa possibile grazie ad alcune strumentazioni montate sul Mars Reconnaissance Orbiter (MRO), una sonda della NASA in orbita intorno al pianeta da circa otto anni. I suoi sensori hanno fotografato alcuni pendii sui quali stagionalmente compaiono alcune strisce nere quando le temperature superficiali di Marte aumentano. Sugli stessi pendii sono state rilevate, indirettamente, variazioni di minerali ferrosi, forse dovute al passaggio di una soluzione acquosa che comprende gli stessi minerali che hanno la proprietà di ridurre il suo punto di congelamento.

pendii-marteIl primo ad accorgersi della presenza delle linee scure sui pendii è stato Lujendra Ojha tre anni fa, quando era uno studente presso l’Università dell’Arizona (Tucson, Stati Uniti). Ora è ricercatore presso il Georgia Institute of Technology (Atlanta, Stati Uniti) e ha pubblicato due ricerche scientifiche sui presunti flussi d’acqua su Marte. Insieme con i suoi colleghi, più di recente ha studiato 13 punti su Marte in cui è stata rilevata la presenza delle linee scure, grazie ad altre strumentazioni a bordo della sonda MRO. Le rilevazioni a distanza non hanno trovato indizi sulla effettiva presenza di acqua o sali minerali, in compenso hanno confermato la presenza di minerali ferrosi lungo le linee. E questi sono sensibilmente presenti sui pendii dove si pensa che possa fluire l’acqua, mentre sono assenti sui versanti dove non sono mai state osservate le linee. Queste ultime sono inoltre più marcate durante la stagione calda e meno evidenti quando fa freddo.

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I ricercatori naturalmente non escludono altri fenomeni che possano spiegare la formazione stagionale delle linee, forse dovuti ad altri processi chimici durante l’anno. Sfortunatamente le formazioni scure lungo i pendii sono poco estese e quindi non è escluso che sia per questo motivo che non riescono a rilevare la presenza d’acqua.

I progressi raggiunti grazie a Ojha e altre ricerche che saranno pubblicate nelle prossime settimane aiuteranno a comprendere meglio i – possibili – cicli dell’acqua e dell’umidità su Marte. In questo modo la NASA potrà pianificare meglio le proprie osservazioni per trovare indizi sull’eventuale presenza di acqua allo stato liquido, che aumenterebbe sensibilmente la probabilità di trovare qualche forma di vita, almeno per come la conosciamo.

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