George Adamski – Contattista dei Venusiani

George Adamski – Contattista dei Venusiani

George Adamski (17 aprile 1891 – 23 aprile 1965) è stato un ufologo e un celebre contattista statunitense di origine polacca.

george adamskiI suoi genitori emigrarono negli Stati Uniti nella cittadina di Dunkirk (stato di New York) quando Adamski aveva due anni di età. Questi ottenne la cittadinanza americana nel 1915 durante il servizio militare. A distanza di pochi mesi, sposò Mary Shimbersky. Nel 1934 fondò e diresse un monastero chiamato Ordine Reale del Tibet sito a Laguna Beach in California. Fu un circolo esoterico che si poneva l’obiettivo di diffondere una corrente mistica di carattere universale intrisa di elementi ricavati dal Cristianesimo e dalle filosofie orientali. Secondo la tradizione, il primo oggetto volante non identificato fotografato da Adamski risalirebbe al 1946. L’avvistamento, nei dintorni della sua abitazione, sarebbe avvenuto alle pendici del Monte Palomar a circa 140 chilometri da San Diego. Il 20 novembre 1952, nel deserto della California lungo la Desert Center Rice Road, George Adamski avrebbe incontrato un alieno proveniente dal pianeta Venere grazie all’ausilio di un’astronave più volte fotografata alla distanza di pochi metri. La creatura venusiana, stando alla descrizione del contattista, aveva un aspetto “nordico”, fu soprannominato Orthon e comunicava telepaticamente. Numerosi dettagli riguardanti questo singolare avvenimento sono narrati in Flying Saucers Have Landed (tradotto in italiano con “I dischi volanti sono atterrati”) libro pubblicato nel 1953 e scritto insieme all’ex pilota di aereo Desmond Leslie. Seguirono poi altri libri in cui furono descritti incontri con diversi alieni venusiani di aspetto molto terrestre. Adamski afferma che ebbe modo di salire a bordo di un ricognitore saturniano e di visitare, fra le altre cose, la superficie non visibile (dalla Terra) della Luna.

George Adamski, nel corso degli anni cinquanta ed in base alle sue presunte esperienze, sostenne che non solo Venere ma anche Marte e Saturno erano pianeti abitati da forme di vita intelligente. Nessun attendibile testimone poté mai confermare le versioni fornite da Adamski sugliincontri ravvicinati o vide di persona gli extraterrestri descritti dal contattista. Le foto prodotte potrebbero essere state abili artefatti realizzati dall’autore stesso. Il sociologo ed ufologo Roberto Pinotti, nel suo libro Ufo: Visitatori da altrove (Bompiani), ritiene che il contattista polacco-americano fu ingannato ed usato da alcuni agenti della Central Intelligence Agency. In sostanza, sostendendo in buona fede per anni teorie che la scienza dimostrò poi essere palesemente false (Venere abitabile, ad esempio), Adamski avrebbe screditato involontariamente l’ufologia realizzando i propositi della CIA. Coloro che sono possibilisti sulle affermazioni di Adamski sostengono che gli alieni contattati sarebbero sì di Venere, ma non della superficie bensì di stazioni orbitanti.

George Adamski e il Vaticano

George Adamski incontrò realmente il Papa. Si recò a San Pietro una volta soltanto per incontrare l’allora Pontefice il quale aveva già deciso che la Chiesa non doveva più intrattenere rapporti diretti e collaborazioni con gli alieni, seppur positivi. Giovanni XXIII riteneva inoltre inaccettabile che una simile relazione fosse rivelata al popolo cristiano. Il compito affidato dagli alieni ad Adamski fu quello di tentare un estremo ed ultimo accordo con il Pontefice ormai morente. Egli fu un messaggero Il contattista americano George Adamski per conto degli stessi esseri che incontrarono Pio XII. Queste entità incaricarono lo stesso Adamski di consegnare al Papa un dono; quest’ultimo, che conteneva una sostanza liquida che avrebbe fatto sparire in pochi giorni l’eteroplasia gastrica da cui era affetto, peggiorata in quelle ultime ore da una peritonite acuta. Il Papa non bevve quella sostanza; disse in punto di morte guardando il Crocefisso; “Quelle braccia allargate del Cristo sono state il programma del mio pontificato. Un pontificato umile e modesto quanto volete, ma di cui mi sono assunto tutte le responsabilità. Sono contento di quello che ho fatto e di come l’ho fatto….”. Tuttavia questo gesto da parte degli alieni fece concludere al Papa, con quel poco di lucidità ed energie che gli erano rimasti, che questi “fratelli del cosmo” avrebbero potuto condurre un’attività sicuramente positiva e benevola verso l’umanità ma che avrebbero dovuto operare autonomamente e distintamente alla Chiesa e, in generale, dall’operato dell’uomo che, con la preghiera, agisce secondo la Legge di Dio e, in particolare, sotto l’azione dello Spirito Santo. Con il tentativo di George Adamski, terminò il rapporto diretto tra queste creature ed il Papa stesso e i suoi successori, i quali fidandosi dell’illuminazione di Giovanni XXIII stabilirono che non era più opportuno avere rapporti diretti.

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