Comparso Crop Circles a Badbury Rings, Wimborne Minster, Dorset, UK

Comparso Crop Circles a Badbury Rings, Wimborne Minster, Dorset, UK

Comparso Crop Circles nei campi di Badbury Rings a Wimborne Minsterun paese di 14.884 abitanti della contea del Dorset, in Inghilterra. Il pittogramma è apparso il 17 Giugno 2014.

Crop Circles a Badbury Rings 1 Crop Circles a Badbury Rings 2 Crop Circles a Badbury Rings 3

Diagramma

Crop Circles a Badbury Rings diagramma

Possibili interpretazioni

1) L’albero della vita

Crop Circles a Badbury Rings tree of life

L’Albero della Vita costituisce la sintesi dei più noti e importanti insegnamenti della Cabalà. È un diagramma, astratto e simbolico, costituito da dieci entità, chiamate SEFIROT, disposte lungo tre pilastri verticali paralleli: tre a sinistra, tre a destra e quattro nel centro (vedi disegno).

Il pilastro centrale si estende al di sopra e al di sotto degli altri due. Le Sefirot corrispondono ad importanti concetti metafisici, a veri e propri livelli all’Interno della Divinità. Inoltre, esse sono anche associate alle situazioni pratiche ed emotive attraversate da ognuno di noi, nella vita quotidiana. Le Sefirot sono dieci principi basilari, riconoscibili nella molteplicità disordinata e complessa della vita umana, capaci di unificarla e darle senso e pienezza. Osservando la figura, noterete che le dieci Sefirot sono collegate da ventidue canali, tre orizzontali, sette verticali e dodici diagonali. Ogni canale corrisponde ad una delle ventidue lettere dell’Alef Beit ebraico.

L’Albero della Vita è il programma secondo il quale si è svolta la creazione dei mondi; è il cammino di discesa lungo la quale le anime e le creature hanno raggiunto la loro forma attuale. Esso è anche il sentiero di risalita, attraverso cui l’intero creato può ritornare al traguardo cui tutto anela: l’unità del “grembo del Creatore”, secondo una famosa espressione cabalistica. L”‘Albero della Vita” è la “scala di Giacobbe” (vedi Genesi 28), la cui base è appoggiata sulla terra, e la cui cima tocca il cielo. Lungo di essa gli angeli, cioè le molteplici forme di consapevolezza che animano la creazione, salgono e scendono in continuazione. Lungo di essa sale e scende anche la consapevolezza degli esseri umani.

Tramite l’Albero della Vita ci arriva il nutrimento energetico presente nei campi di Luce divina che circondano la creazione. Tale nutrimento scorre e discende lungo la serie dei canali e delle Sefirot, assottigliandosi e suddividendosi, fino a raggiungere le creature, che ne hanno bisogno per sostenersi in vita. Lungo l’Albero della Vita salgono infine le preghiere e i pensieri di coloro che cercano Dio, e che desiderano esplorare reami sempre più vasti e perfetti dell’Essere.

2) Yggdrasil – L’Albero Comisco

Crop Circles a Badbury Rings yggdrasil

In molte antiche culture, tra loro geograficamente anche assai lontane, si ritrova la figura mitologica dell’Albero Cosmico. Esso rappresenta l’asse centrale dell’Universo, l’impalcatura che ne sottende e sostiene la sostanziale unità; talvolta simboleggia la conoscenza iniziatica ed è pure collegato al cammino spirituale verso il divino.

Tra i popoli germanici che popolavano il nord Europa, ed in particolare tra i Vichinghi, l’Albero Cosmico prendeva il nome di Yggdrasil: lo conosciamo grazie alla potente ed intrigante descrizione delineata da Snorri Sturluson, scrittore di origine islandese, che ce ne parla nell’Edda, opera in prosa apparsa intorno al 1220. Come spesso accade in questi casi, le pagine scritte narrano di cose e fatti anteriormente trasmessi oralmente, la cui origine si perde nella notte dei tempi.

Yggdrasil è il più grande tra gli alberi, e si erge al centro dell’Universo. Ha tre enormi radici che lo sorreggono: una nasce nella dimora inferiore degli dei, la seconda nella casa dei giganti di ghiaccio, che furono prima della stirpe umana, la terza nel Nifhleim, il regno dei morti.

Da ognuna delle radici sgorgava una fonte. Presso la terza radice si trovava Hvergelmir, la madre di tutti i fiumi che scorrono sulla Terra, la cui acqua riempì il nulla che si trovava tra il fuoco ed il ghiaccio all’inizio del mondo. Vicino alla seconda vi era Mimir, che conferiva a coloro che bevevano la sua acqua scienza e saggezza, ma l’accesso era proibito dal suo custode.

Dalla prima radice scaturiva infine Urdhr, la più sacra delle tre fonti: era la fonte del Destino, presso cui vivevano le tre Norne, chiamate Destino, Esistenza e Necessità.

Le Norne tessevano la trama della vita di uomini e dei, dalla nascita alla morte, e similmente alle Parche della mitologia greca rappresentavano sia le fasi lunari, che la parabola della vita umana, Gioventù, Maturità e Vecchiaia. Ogni giorno innaffiavano con l’acqua di Urdhr l’albero per mantenerlo in vita, e quest’acqua entrava nella terra sotto forma di brina; l’acqua di questa fonte conferiva anche l’eterna giovinezza, e presso la fonte si radunavano gli dei per tenere consiglio.

Il tronco di Yggdrasil attraversava il piano situato tra Terra e Cielo, ed era collegato alla casa degli uomini, la Terra di Mezzo, per mezzo di Bifrost, il ponte-arcobaleno. La sua chioma si innalzava fino ad Asgard, la residenza celeste degli dei. L’albero ospitava numerose forme di vita animale: tra le sue radici si annidava il malefico Serpente Nidhogg, che rodeva la terza radice, in perenne combattimento con l’Aquila che abitava le fronde più alte, ed il cui battito di ali originava i venti che spazzavano il mondo degli uomini. (Secondo alcune interpretazioni il Serpente rappresentava l’energia femminile della Terra, e l’Aquila l’energia maschile del Cielo). L’Aquila sorvegliava costantemente l’orizzonte, per avvisare gli dei del sopraggiungere dei loro nemici.

Tra i rami frondosi vivevano tra gli altri quattro cervi che brucavano i giovani germogli, la capra Heidhrun che nutriva con il suo latte i guerrieri di Odino, e lo scoiattolo Ratatosk, messaggero delle continue sfide tra il Serpente e l’Aquila.

Il nome Yggdrasil è traducibile come “la perseveranza di Odino”, o “il destriero di Odino”. Questi, padre di tutti gli dei, in un primo momento dio della guerra e della morte, diviene attraverso un percorso iniziatico anche il dio della saggezza (ovvero della conoscenza), della magia e della poesia. Tra le prove che deve sostenere per raggiungere l’Illuminazione, una comporterà la perdita del suo unico occhio, dato in pegno al custode di Mimir per potere bere l’acqua della Saggezza. Resterà quindi appeso per nove giorni e nove notti ai rami di Yggdrasil, con una lancia conficcata nel costato (impressionante la similitudine con la passione del Cristo) e, quasi in punto di morte, raggiungerà la conoscenza suprema, concessagli sotto forma dell’alfabeto delle Rune, in cui è contenuta appunto tutta la conoscenza dell’universo.

Quando giungerà Ragnarök, il crepuscolo degli dei, tutti gli dei moriranno e vi sarà la fine del Mondo. Solo Yggdrasil sopravviverà, insieme ad un uomo ed una donna, Lif e Lifthrasir, che si salveranno perchè nascosti e protetti dal legno dell’albero stesso, e daranno origine alla nuova umanità. Si replicherà così la prima creazione, in cui Odino ed altri dei avevano foggiato gli uomini da due ceppi di albero, un frassino ed un olmo.

Sturluson identifica Yggdrasil con un frassino, anche se la descrizione di alcuni suoi caratteri non corrispondono precisamente a quelli del genere, e questa è comunque l’ipotesi comunemente accettata. Secondo alcuni studiosi si trattava invece di un Tasso (Taxus baccata), ed il riconoscimento proposto si basa sulla similitudine tra la radice dell’antico nome del Tasso (Yr), ed il nome Yggdrasil.

3) Data 1.9.1 del calendario Maya (17 Giugno 2014)

Crop Circles a Badbury Rings 1.9.1 calendario maya

4) Labirinto del Minotauro

Crop Circles a Badbury Rings minotauro

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